La mattina successiva a lezione cercò la professoressa Bruni e chiese cosa fosse un Tempio circolare e dove poteva trovarlo a Roma. La Bruni sorrise e disse – Dappertutto . Ce ne sono tanti e di epoche diverse- cominciò a dare qualche spiegazione :” il tempio, tanto in greco (naos) quanto in latino (aedes) non è altro che la “dimora” del dio, l’edificio destinato ad accogliere la statua di culto. Roma mostra una netta preferenza per la linea curva e le piante circolari. Ogni religione, credenza o filosofia ha espresso anche attraverso la forma geometrica principi e ideali. La forma geometrica circolare rappresenta la divinità nella sua infinita e continua esistenza. Il cerchio non ha inizio né fine, né direzione, né orientamento, e per questo motivo, e per le orbite circolari delle stelle attorno al polo celeste e dei pianeti attorno alla terra o al sole, l’iconografia della volta celeste si sviluppa sotto forma di una cupola sferica; il cerchio quindi è anche simbolo del cosmo sopra di noi.
Il cerchio è in rapporto con la determinazione del tempo come il quadrato è in rapporto con la determinazione dello spazio. Il primo esprime il celeste, il secondo il terrestre, non in quanto opposto al celeste, ma in quanto creato; nei rapporti fra il cerchio e il quadrato esiste una distinzione e una conciliazione: il cerchio sarà per il quadrato ciò che il cielo è per la terra e l’eternità per il tempo, ma il quadrato si iscrive in un cerchio, vale a dire la terra è dipendente dal cielo. Nei templi di varie religioni possiamo trovare moltissimi esempi di forme quadrate sormontate da forme sferiche. Queste strutture rappresentano la terra ed il cielo, esiste una corrispondenza tra la terra e la forma quadrata ed il cielo e la forma circolare. Nel Pantheon, per esempio, uno dei templi più famosi di Roma, la cupola simboleggia la sfera celeste, il foro apicale rappresenta il sole e la luce che penetra dal foro percorre il cornicione interno che rappresenta l’equatore celeste.
Esther era incantata . Non immaginava che la Bruni avesse tante conoscenze sull’argomento . Addirittura simbologia. Interruppe la professoressa esclamando :” C’è molto simbologia da scoprire. E’ entusiasmante….
Lo è davvero – riprese la Bruni- anche nel suo nome è simbolico , ma noi non comprendiamo più il passato.
Il Pantheon- dal greco pan =TUTTO e theon =DIO.
Fu ideato e costruito sotto l’impero di Marco Vespasiano Agrippa nel 27 a.C., è tempio aperto e segreto, che non trova confronti nell’architettura templare .In esso si racchiudono e conservano integri tutti i significati planetari nelle loro forme architettoniche più evolute e uniche.Incantano le sue proporzioni, gli elementi simbolici ancora fortemente presenti.
Posso immaginare come poteva apparire agli occhi della Roma di allora, agli uomini che lo hanno desiderato, progettato, costruito e vissuto quando, ancora integro di tutte le sue parti architettoniche e decorative, destava la meraviglia assoluta -Interruppe di nuovo Esther incantata – Sicuramente –riprese la Bruni-In particolare possiamo immaginare quelle sette sculture a cui il Pantheon era dedicato e che furono la ragione della sua esistenza: le divinità planetarie, i sette pianeti che ruotano intorno al sole: LUNA, MARTE, MERCURIO, GIOVE, VENERE, SATURNO e il SOLE stesso. Nel 130 d.c. alle ore 12 del 21 Giugno, equinozio d’estate, i raggi solari scendono dal grande occhio della volta, rivestito da una cornice di bronzo dorato, seguendo una diagonale e proiettandosi sul portone in bronzo dell’ingresso. In questo preciso giorno e a questa precisa ora l’imperatore Adriano si trova esattamente sul portone d’ingresso inondato dal raggio solare per inaugurare il tempio ricostruito dopo l’incendio.

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